NON SOLO FESTIVAL: ALTRI BUONI MOTIVI PER COMPRARE UN FOOD TRUCK

NON SOLO FESTIVAL: ALTRI BUONI MOTIVI PER COMPRARE UN FOOD TRUCK

Pensateci bene, dove avete visto l’ultima volta un Food Truck? Sicuramente non sotto casa, più facile in qualche festival street food organizzato da qualche ente locale, che sull’onda del fenomeno del momento, organizza l’ennesimo evento di street food più o meno strutturato!

Lo street food però non sono solo festival organizzati alla bene meglio dove ci capita di tutto, dalle bancarelle dei mercati, agli autonegozi dei paninari mascherati, male, da Food Truckers.

In realtà esistono delle manifestazioni di street food organizzate decisamente meglio, dove la partecipazione dipende dal progetto che proponi e dalla qualità di cosa proponi. Queste manifestazioni hanno dei parametri d’accesso ben precisi da cui non si può prescindere per mantenere alto il livello dalla manifestazione stessa.

Ma oggi non parleremo di eventi e manifestazioni, bensì di altre modalità di utilizzo.

Negli ultimi due anni lo street food, per vari motivi, ha avuto un’evoluzione per certi aspetti inaspettata, uno dei più interessanti è l’apertura da parte di molti imprenditori e istituzioni all’utilizzo di questi allestimenti per le più svariate situazioni.

Oggi non è difficile trovare un’ape o un food truck in un outlet, in un circolo golf o anche in un aeroporto; la loro versatilità e flessibilità nell’utilizzo fanno sì che si possano adattare alle situazioni più diverse.

Molte grandi aziende, come molti professionisti hanno scelto di promuovere la propria attività con un food truck, e le motivazioni sono molteplici: zero tassazione, burocrazia molto leggera, investimento basso, flessibilità nell’utilizzo, appeal molto alto, possibilità di vendere e contemporaneamente comunicare il brand in modo originale e in contesti disparati, come appunto festival, sagre, fiere.

Le realtà che hanno scelto di fare questo passo sono piuttosto diverse tra loro: Aperol con i suoi furgoncini T2 ha percorso migliaia di chilometri in giro per l’Italia riscuotendo un enorme successo, Raspini con la sua ape ha mixato eventi promozionali dentro i supermarket con sagre paesane, Lavazza con un fiat 615 all’aeroporto di Torino serve caffè dentro la hall partenze, Mastri Birrai Umbri con il loro fiat 110 presenziano a tutte le fiere di settore facendo assaggiare le loro birre. Questi sono solo alcuni esempi delle centinaia di situazioni differenti dove comprare un food truck dà un ritorno di immagine straordinario.

Ma come si fa ad esempio a entrare dentro un outlet o in un supermercato?

La risposta è semplice quanto articolata! Per prima cosa bisogna avere un progetto, che parta da un prodotto, passando per un food truck originale e funzionale, per arrivare ad avere una comunicazione forte che sia coerente con quanto appena elencato. Per costruire un progetto di questo tipo è necessario affidarsi ad aziende competenti che non sappiano solo attaccare due adesivi sulla parete di un veicolo, ma che invece siano in grado di costruire un food truck rispettando le esigenze del cliente e le caratteristiche del prodotto.

 

 

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