In Italia gli chef stellati abbracciano lo Street food

In Italia gli chef stellati abbracciano lo Street food

Viviamo in un’epoca in cui il tempo è un bene che scarseggia per tutti: troppi impegni, troppi interessi, vita frenetica e, spesso, pochi soldi in tasca. Il risultato? Si accetta di mangiare per strada, ma non si vuole rinunciare alla qualità. Eh sì, perché questa è l’era in cui mangiare ha cessato di essere solo un bisogno primario e si è convertito in un’esperienza di gusto, estetica e, persino, artistico-culturale.

Se i clienti di chi lavora nel settore food consumano per strada e chiedono qualità, allora anche i grandi cuochi scendono per strada a cucinare e vendere le proprie creazioni culinarie. I migliori chef italiani, inclusi quelli stellati, stanno abbracciando lo street food con un entusiasmo impensabile anche solo pochi anni fa.

Beninteso, questa è una tendenza mondiale: da New York ad Amsterdam, da Reykjavík a Rio de Janeiro, a Tel Aviv, non si contano oggi gli chef che accettano la sfida di cucinare cibo in strada, cercando una sintesi tra la semplicità della tradizione e la sofisticazione dell’alta cucina moderna.

Nel 2016 a Singapore si è verificato per la prima volta anche il caso contrario: a 2 chioschi che vendono noodles e riso con carne è stata assegnata una stella michelin, il primo street food stellato del mondo!

Tra gli chef di fama, invece, c’è chi sceglie di dedicarsi al cibo di strada comprando un food truck, chi lo fa puntualmente, partecipando a festival ed eventi street food, chi lo sperimenta con chioschi o installazioni temporanee durante fiere o occasioni speciali.

Qui di seguito una serie di esempi che dimostrano il crescente interesse dei grandi chef per lo street food.

  

Chef stellato: Heinz Beck folgorato dalla Sardegna

 
Nell’estate del 2016 nella piazzetta centrale di Poltu Quantu, un grazioso borgo della Costa Smeralda, lo chef stellato Heinz Beck ha organizzato un food festival, “Follow the Star”, diviso in 3 edizioni: sarda, italiana, internazionale.

Tutte hanno avuto un grande successo di pubblico e hanno visto la partecipazione di grandi cuochi. Nell’edizione centrata sulla cucina italiana, per esempio, oltre a Heinz Beck hanno partecipato altri 4 cuochi stellati italiani: Moreno Cedroni, Ciccio Sultano, Chicco e Roberto Cerea.

In questo caso, l’idea era di omaggiare la tradizione gastronomica italiana con grandi chef, capaci di rappresentare il prestigio della cucina italiana secondo stili radicati nelle rispettive regioni di provenienza.

Il successo di pubblico è stato clamoroso e l’eco prodotto dalle 3 edizioni ha indirettamente promosso il turismo locale, a beneficio di tutti.

Qui sotto il video dell’evento:

  

Chef stellato: Vinod Sookar e il suo amore per la Puglia

 
Nato nelle isole Mauritius e sposato con Antonella Ricci, una cuoca italiana stellata, gestisce un rinomato ristorante in provincia di Brindisi.

La cucina di Vinod è creola per definizione, contaminata da culture diverse, arricchita dalla sua passione per la scoperta e la sperimentazione. A Vinod piace viaggiare, assaggiando i cibi locali e provando ogni tipo di street food. Dal cibo di strada spesso coglie idee per sperimentare nuovi piatti nel suo ristorante.

  

Chef stellato: Errico Recanati insieme a Basil, lo chef rifugiato

 
A Macerata, nell’agosto 2016 si è svolto, tra un tripudio di pubblico, “Street Food Mediterraneo”, un apericena all’insegna della solidarietà, in cui i sapori della cucina mediterranea si sono mescolati a quelli della cucina mediorientale.

Protagonisti di questo evento street food che ha preceduto lo spettacolo che si è svolto allo Sferisterio, il teatro greco di Macerata, sono stati lo chef stellato Errico Recanati e Basil, un cuoco giordano rifugiato da tre anni in Italia.

Insieme hanno preparato piatti di qualità: parmigiana con pomodori arrostiti, polpetta di scottona marchigiana e senape con cicerchia, per la squadra italiana; falafel di ceci spolverati di coriandolo, accompagnati da tre creme (il classico humus di ceci, baba ghanoush con peperoni, mutabbal di melanzane e yogurt) per il team mediorientale. L’incuriosito pubblico accorso ha gradito.

Un bell’esempio di come, in tempi di frizione fra popoli appartenenti a sponde diverse del mediterraneo, la cucina può rappresentare un terreno comune dove conoscersi e riconoscersi.

  

Chef stellato: Giuseppe Biuso al servizio dello street food palermitano

 
All’interno dell’aeroporto romano di Fiumicino, Feltrinelli e il ristorante palermitano Antica Focacceria San Francesco hanno unito le forze per aprire un punto di ristoro che propone piatti gourmet con radici nella tradizione dello street food siciliano.

La persona scelta per questa “missione” è lo chef Giuseppe Biuso, una stella Michelin guadagnata nel ristorante Il Cappero di Vulcano. Da contratto, Giuseppe deve inventare ogni quattro mesi tre piatti liberamenti ispirati alla tradizione siciliana del cibo di strada.

Librerie Feltrinelli e il Therasia Resort, che ospita il ristorante stellato dove lavora Giuseppe Biuso, sperano con questa operazione di aumentare la loro popolarità e rafforzare la loro immagine. Giuseppe Biuso, da parte sua, ha accettato la sfida.

La scommessa di tutti è quella di promuovere la propria immagine collocandosi all’intersezione fra gastronomia di qualità e street food, un connubio che non è più un’eresia.

  

Chef stellato: Felice Lo Basso e il suo food truck gourmet

 
Si chiama Rolling Star ed è un “food truck gourmet” nato dall’idea di Giancarlo Zarattini, ex broker convinto delle potenzialità dei food truck nel mercato italiano, e Felice Lo Basso, chef stellato del ristorante Unico Milano.

 

Il food truck vintage Rolling Star realizzato su Citroen H

 

Il food truck vintage è realizzato convertendo un vecchio Citroen H con l’idea di portare per strada ricette italiane e internazionali prodotte nel laboratorio di cucina di Lo Basso e poi, grazie al truck, servite con servizio catering nei centri direzionali di Milano.

Il progetto ha esordito all’Expo di Milano del 2015 e continua tutt’ora con successo perché è basato su un’idea di business intelligente e al passo con i tempi. Anche in questo caso, oltre a produrre profitti diretti, il progetto regala indubbi benefici indiretti sia al ristorante Unico Milano, situato al ventesimo piano della WJC Tower, sia alla popolarità dello chef Felice Lo Basso.

  

Chef stellato: Igles Corelli e le sue Mercerie

 
Igles Corelli, cuoco stellato del ristorante Atman in provincia di Pistoia, sta lanciando un progetto ambizioso che va in due direzioni:

  • l’apertura di vari locali a marchio “Mercerie” dove sarà possibile comprare cibo d’asporto o degustare in loco cibi dolci e salati di ottima qualità ma dal prezzo abbordabile;
  • servizio catering di alta qualità per privati e aziende.

 
Lo slogan che accompagna il marchio è High Street Food che ben sintetizza l’impronta che Corelli vuole dare all’impresa. Il concetto si esplicita bene anche nell’attenzione al packaging dei prodotti che saranno venduti nelle Mercerie: mini-porzioni d’asporto o da gustare in loco buone da mangiare e belle da vedere.

Un esempio? Le lasagnette come nella tradizione delle ricette fatte in casa.

le lasagnette sono un cibo d'asporto venduto da Mercerie

I locali Mercerie restano aperti da mattina a tarda notte e soddisfano un variegato pubblico di avventori offrendo colazioni, cibo gourmet dolce e salato, vini selezionati e bevande create ad hoc. È proprio il caso di dire che le stelle scendono in strada.

  

Chef stellato: Mauro Uliassi e la sua astro-gastronave

 
Il progetto “Uliassi Street Good” lanciato dal celebre cuoco stellato Mauro Uliassi vede al centro dell’iniziativa un chiosco itinerante, dallo stile futurista, da dove vengono serviti i classici cibi della gastronomia street food rivisti in chiave gourmet.

Panini con trippa o porchetta, cartocci di pesce fritto, bomboloni e molto altro diventano piatti straordinariamente saporiti senza perdere il loro profilo di cibo di strada. E poi i trapizzini, a metà fra tramezzino e pizza, creazione dello street chef Stefano Calegari che ne ha concesso l’utilizzo a Uliassi per il suo street food futuristico.

Quella di Uliassi è una vera e propria iniziativa imprenditoriale in cui l’innovazione, ben rappresentata dal chiosco futurista, gioca un ruolo di primo piano a tutti i livelli, cibo in primis.

Chiosco futurista dello chef stellato Uliassi

Gli esempi qui riportati sono solo alcuni dei molti che si potrebbero fare non solo nel contesto italiano. Se poi aggiungiamo le iniziative di numerosissimi cuochi non stellati ma di riconosciuta bravura, come lo chef svizzero Trevor Appignani e il suo ristorante mobile su food truck Ducato, ne deduciamo che lo street food è diventato una reale opportunità di business per i cuochi creativi e ricchi d’iniziativa.

Concludiamo servendoci di un’analisi condotta da Sanpellegrino per definire il profilo tipico dello street food eater. Chissà che non aiuti altri bravi chef che si imbatto in questo articolo a definire meglio la loro potenziale clientela.

Secondo questa ricerca lo street food eater:

  • è dinamico e non ama la sedentarietà (74%);
  • è sensibile al tema dell’alimentazione salutare (68%);
  • vuole materie prime di qualità (67%);
  • è attivo sui social media dove spesso pubblica le foto del suo street food preferito (58%).

 
Non ci resta che augurare a tutti gli chef di finire per strada, di questi tempi pare essere l’inizio o l’esito di una splendida carriera!